Le interviste Impossibili Seconda Puntata!

Cosa abbiamo fatto?
28 marzo 2022
Coaches

Le avete desiderate! (Falso)

Le avete chieste a gran voce! (Falsissimo!)

Ve le siete sognate di notte manco la qualificazione dell’Italia ai Mondiali o uno scudetto della Viola! (Bugiardi!)

Ed ora, eccola a tutti voi, la nuova rubrica del Firenze Triathlon: Le Interviste Impossibili!

Ospiti della seconda puntata due loschi individui, il nuotatore e il crucco, il coach A e il coach B, l’Alpha e l’Omega, insomma Matthias e Massimiliano! Enjoy!

DISCLAIMER: se qualcuno, qualcosa o Donato si sentono offesi e infastiditi, sappiate che è stata nostra intenzione fin dall’inizio e comunque poteva andare peggio, poteva essere il Chiti!

1) Nome, Categoria e distanza preferita!

MK: Matthias Kindel, S4 (a partire di quest’anno grrr).

Preferenze?? Hmm, quest’anno provo il mio primo lungo. Mezzi ne ho fatti tanti. Olimpici e sprint sono ormai innumerevoli. Oltre ciò, anche il cross mi piace. Allora, se qualcuno mi facesse scegliere con la pistola sul petto sceglierei lo sprint. 1 oretta a tutta, volumi di allenamento moderati, tante gare possibili in una stagione. Però ovviamente preferisco il no-draft con la crono! (fortunatamente in Olanda e Germania è la regola, non l’eccezione come in Italia)

MC: Massimiliano Cornelli, M3, Sprint/Olimpico

Abbiamo un coach logorroico e uno che si esprime meglio a gesti. Andiamo bene….

 

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Qui sopra il Crukken in action mentre fa piazza pulita degli avversari….

2) Cosa ci fai nel Firenze Triathlon?

MK: Quando venni a vivere a Firenze nel 2014 mi misi a contattare qualche società fiorentina. Il triathlon lo praticavo già da ben 8 anni a quel punto, quindi non mi serviva un punto di partenza per lo sport in sé. Invece cercavo piuttosto la buona compagnia. E la trovai nel Firenze Triathlon. Nel 2015 dunque divenni membro. All’inizio era Andrea Pucci a portarmi con sé con lo scopo di integrarmi nel gruppo. Per un timido tedesco (che a quel punto non era ancora tanto fluente nell’italiano) era un shock culturale, ma uno che mi faceva bene. Mi sono sempre sentito accettato e benvenuto anche se preso in giro con la giusta misura per essere “il crucco” del gruppo. Il Consiglio poi mi appoggiava al massimo nel mio sviluppo da atleta, un’esperienza per cui fino ad oggi rimango grato! Nella totalità dei 5 anni che ho passato a Firenze, la squadra è diventata parte cruciale del mio benessere e del sentirmi a casa in Toscana. Perciò per me è stata piuttosto naturale la scelta di rimanere membro della società anche quando mi trasferii in Olanda nel 2019 per motivi di lavoro. Anche a distanza mi sento appoggiato dal Consiglio e dai compagni di squadra, ora anche in capacità da tecnico per le discipline fuori acqua. È un onore! Mi fa sempre piacere rivedervi e spero che nei tempi post Corona ci sarà ancora più opportunità per questo.

MC: Voglio mettermi alla prova, come atleta e come coach.

(Ma io dico, mai una volta che questi benedetti nuovi atleti cascassero nel sito dei Diretti Concorrenti. E’ proprio vero che il Firenze Triathlon fa buca….)

3) La tua prima gara?

MK: La mia prima gara di endurance fu una gara ciclistica (un cosiddetto criterio) nel 2005 da 18enne. Pessima esperienza ;), sul percorso multi-lap (800m, circa 50 giri) mi doppiarono tante volte… Per il ciclismo puro mi manca la mentalità di chi osa tutto senza paura e senza scrupolo. Non fa per me. Nello stesso anno feci anche la mia prima podistica, un 10km in 43 minuti, circa 10min di più rispetto ad oggi. L’anno 2006 provai il duathlon però nella mia prima gara (con una bici da ciclocross su percorso sterrato) cascai e dovetti abbandonare. Invece poco dopo provai anche il mio primo triathlon, un power sprint a Berlino di 300m di nuoto in piscina, 10km in bici con scia ammessa e 2km di corsa. La frazione nuoto che non avevo preparato la feci tutta a rana in oltre 7min ;). Poi però misi il miglior tempo sia di bici sia di corsa e arrivai secondo assoluto (ovviamente però con poca vera concorrenza per essere onesto). In ogni caso nacque la passione per il triathlon! A fine 2006 mi misi a nuotare regolarmente ed a partire dal 2007 mi considerai triatleta. Già nel primo vero anno provai tante gare da sprint, olimpico e pure 1 mezzo in Austria.

MC:Ottobre 2009, il mio primo triathlon Sprint all’Idroscalo di Milano.

(Il che conferma che i crucchi nascono con il triathlon nel sangue. E gli italiani? Con la passione per la cucina….)

 

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Cornelius Decimo Meridio mentre affronta le orde barbare dei clienti del bar….

 

4) Qual è la tua gara dei sogni?

MK: Di quelli già fatti ri-sogno regolarmente le edizioni di Irontour sull’Elba sia in versione cross sia in versione strada. Poi sicuramente ripenso volentieri all’Alpe d’Huez Triathlon che nel 2014 feci su distanza corta e dove un giorno vorrei tornare a fare il lungo.

In generale mi piacciono le gare con percorso bici selettivo quindi il Mont Ventoux Triathlon, l’Ironman di Nizza e l’Elbaman Lungo mi piacerebbe farli un giorno.

MC: Chia

Donato prendi nota, sono gare in cui puoi trovare una scia di squadra!

 

5) Dicci una cosa che ami del Triathlon!

MK: Che trovi di tutto di più nella stessa gara. Dal fenomeno Frodeno fino all’ M5 con la graziella può capitare di tutto. In questo senso il triathlon è più inclusivo che quasi tutti gli altri sport (con l’eccezione del podismo che grazie al costo più basso è ancora più inclusivo).

Poi ovviamente la variazione.

E il fatto che gli allenamenti di bici e corsa ti fanno vedere e vivere tanti posti differenti. Ovunque io vivevo conoscevo la zona molto meglio rispetto alle persone comuni nate lì.

MC:Più di tutto c’è la gioia all’arrivo, e anche lo sforzo fisico che rilascia endorfine di piacere!

Niente da commentare, il triathlon è proprio uno sport figo. Peccato sia frequentato da personaggi discutibili 🙂

 

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Una delle cose che Matthias non sopporta è la birra dei ristori…sempre in bicchieri troppo piccoli!!!

 

6) E dicci una cosa che proprio non sopporti del Triathlon, e perchè proprio Donato?

MK: Bisogna sempre ricordare che il triathlon non è che un hobby. Per troppe persone è parte fondamentale della loro identità come persona.

Proprio schifo mi fanno le pseudo invenzioni che sulle fiere di gara ti vogliono vendere a dei prezzi pazzeschi.

E non mi piace il diffuso conflitto tra i lunghisti e tutti quelli a cui piace un’altra versione del triathlon (o duathlon). Non c’è più o meno valoroso tra queste modalità. Sono cose diverse. Altrettanto impossibile dire chi tra Bolt, Bekele e Gebrselassie sarebbe “il più forte podista”…

MC: L’attesa prima della partenza a volte troppo lunga!

(In reltà entrambi volevano dire che non sopportano i succhiaruote ma sono stati molto diplomatici!)

7) Qual è il tuo rituale pregara?

MK: Meditazione, ginnastica e pappa di fiocchi d’avena (come tutte le mattine). Un buon uso del bagno a più riprese 😀 e poi, se possibile, un riscaldamento specifico in tutte le 3 discipline.

MC: Rivedere mentalmente tutta la gara! Esercizio consigliatissimo!

Il segreto dei pro è il cesso e la pappa d’avena. Ora che lo sapete anche voi, niente potrà fermarvi!
cornelli 1Massimiliano alle prese con la sua bestia nera, la frazione bike!!! Dajeeee!!!

 

8) Dicci una cosa che ancora non sai fare del triathlon (non avere paura, siamo tutti un po’ impediti, tipo Donato)

MK: Una cosa per cui sono un po’ in imbarazzo è quanto male mi prendo cura delle mie cose: vestiti, scarpe, ma soprattutto delle mie bici. Sono quasi sempre le più sporche di tutte. È un aspetto su cui dimostro molta pigrizia ed imbranataggine.

MC: salire un bici in corsa dopo la transizione nuoto!

Un cialtrone e uno che ha bisogno delle rotelle….Top coaching by FirenzeTriathlon!

9) Il tuo “peggior” compagno di allenamento, a parte l’altro coach, sarebbe…?

MK: Quello che non annuncia prima dell’uscita in bici che lui “deve” assolutamente inserire le ripetute che io quel giorno volevo evitare.

Quello che mi tocca i piedi in acqua di continuo o che va avanti a tirare come un matto quando c’è da andare piano e da curare la tecnica.

Quello che si lamenta che il programma del giorno è troppo questo o quello, che il meteo non va bene o altre cose. Siamo sempre liberi a dire “oggi non mi va di allenarmi” se così accade. Quindi non belare durante l’allenamento, grazie :).

MC: il tempo..troppo breve!

10) Un consiglio a chi si vuole avvicinare a questo sport?

MK: Trova la tua misura. Guarda un po’ a giro cosa fanno gli altri. Ma rimani sveglio e critico! E se vuoi migliorare, prova ad interessarti un po’ alla scienza dell’allenamento e della nutrizione. Ma non dimenticare mai: lo facciamo per il piacere e per la salute. Mai compromettere questi aspetti!!! Nemmeno il triathlon vale la pena di scordarsi di questo.

MC: Non lasciare nulla al caso, è una gara di resistenza sia che si tratti di uno sprint che di un IRONMAN, bisogna programmare tutto, anche gli inconvenienti!

Questa volta applausi ad entrambi, due validissimi consigli per vivere bene il nostro sport!

E dopo aver ascoltato i nostri coaches svelarsi a poco a poco, concludiamo la seconda delle nostre Interviste impossibili! Ma già in rampa di lancio bolle la sfida delle sfide, la madre di tutte le interviste, la corrazzata Potemkin delle domande impossibili…..reggetevi forte che si andrà verso Sud 😉

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